Identificare una fibra
83 / 100

A volte capita di avere un gomitolo, un top, un tessuto e… non hai la più pallida idea di quale fibra sia composto

Con il tempo, la pratica e l’esperienza, può essere semplice capire la mescola di un filato anche solo guardando i capi che lo compongono e come si comporta “al tatto”.

Mia nonna (true story) sarta da sempre, riconosceva i tessuti sintetici dai naturali strofinandoli tra le dita. Diceva “scréca” (dialettale per “scricchiola”) e se un tessuto scricchiolava, allora era sintetico.

Tuttavia, se in fondo al tuo stash c’è quel gomitolo mai diventato maglione, quella matassa di cui hai perso la fascetta, quel piccolo timido fazzoletto di cui non ricordi come, dove e perché l’hai acquistato, esiste un modo empirico per riconoscere un filato.

Ed è:

LA FIAMMA!

Ok, anche meno… ti servirà in effetti solo un accendino o una candela, e dovrai osservare come si comporta la fibra quando viene bruciata.

La tua attenzione dovrà andare a: combustione, tipo e grandezza della fiamma, tipo di cenere o residuo e odore del fumo.

Con questi semplici elementi, andiamo a scoprire come si comportano le principali fibre in commercio:

FIBRA NATURALE

Come riconoscere il COTONE

Quando viene incendiato il cotone brucia con una fiamma stabile e rilascia un’odore simile alle foglie bruciate. La fibra tende a bruciare completamente.
La cenere che rimane è molto fragile e basta soffiarci sopra per dissiparla.
Il cotone è anche la fibra per gli stoppini delle candele. 🙂

Come riconoscere il LINO

Il lino impiega alcuni secondi prima di incendiarsi, la fiamma è poco permanente e si spegne facilmente. L’odore è di foglie bruciate, come per il cotone, con una nota legnosa in più.
La cenere è quasi inesistente, e si dissipa semplicemente. Il residuo è scuro e irregolare.

Come riconoscere la SETA

La Seta è una fibra proteica che si incendia velocemente. Non sempre mantiene una fiamma stabile, e l’odore è simile a quello dei capelli bruciati.
La cenere si rompe molto facilmente ma è più resistente rispetto alle fibre vegetali.

Come riconoscere la LANA

Anche la lana è una fibra proteica, ma è molto più difficile da incendiare rispetto alla seta. La fiamma è regolare ma difficilmente si mantiene accesa, poiché le fibre che la compongono sono molto più corte rispetto alla seta.
La cenere che rimane è scura, potrebbe fare grumi ed oppone una lieve resistenza quando si cerca di romperla. L’odore è quello, inequivocabile, di capelli bruciati.

FIBRA SINTETICA

Come riconoscere l’ACETATO

L’Acetato brucia in modo scattante con una fiamma scoppiettante che non si spegne facilmente. La cellulosa che lo compone può colare in gocce dal capo del filato, con un residuo duro e difficile da rompere.
L’odore è simile a trucioli bruciati.

Come riconoscere l’ACRILICO

L’Acrilico brucia velocemente e persiste nella combustione, difficile da spegnere. Alcune gocce nere potrebbero cadere dal capo del filato. Il residuo è scuro, duro e probabilmente farà una pallina. L’odore è acido e agre, a volte amaro.

Come riconoscere il NYLON

Il Nylon brucia velocemente, e la fiammella può continuare a bruciare anche quando si stacca dalla fibra, bruciando i residui, sciogliendo il materiale e colando in goccioline nere. L’odore è quello di plastica bruciata.

Come riconoscere il POLIESTERE

Il Poliestere si scioglie e brucia contemporaneamente, formando goccioline che possono attaccarsi alle superfici, compresa la pelle. La combustione produce un fumo nero dolciastro, e il residuo è plastico e duro.

Come riconoscere il RAYON

Il Rayon è una fibra rigenerata a base di cellulosa che è molto simile alla cellulosa pura. Quando brucia rilascia una leggera cenere, consumandosi velocemente. L’odore che rimane è molto simile alle foglie bruciate.

Non hai ancora un filato? Prova a vedere questa guida per il tuo primo acquisto!

E con questo si conclude l’articolo, e tu? Hai mai trovato una pallocca di filo sconosciuto? Scrivimi nei commenti la tua esperienza!

Condividi 🙂